Atelier, laboratorio, musica, teatro, espressione, corpo, suono, colore, manipolazione
I.
L'ambito di riferimento
Il laboratorio fa riferimento alle attività inerenti alla comunicazione ed espressione manipolativo-visiva, sonoro-musicale, drammatico-teatrale, audiovisuale e mass-mediale e il loro continuo intreccio.
A partire dalla consapevolezza che molte di queste forme espressive fanno parte della tradizione consolidata della scuola dell'infanzia, è importante che l’attenzione nella scuola dell'infanzia ai diversi linguaggi non verbali non solamente vada conservata ma anche potenziata. È anzi importante che tali linguaggi siano usati il più correttamente possibile, si avvii tempestivamente le bambine ed i bambini ad una loro fruizione.
Gli scopi di tale consolidamento sono da rintracciare:
I contenuti dominanti sono soprattutto i seguenti.
Attività grafiche, pittoriche e plastiche
Riguardano i linguaggi della comunicazione espressiva visiva. L’organizzazione di questo tipo di attività si muove su due fronti:
Attività drammatico-teatrali
Riguardano i linguaggi della comunicazione espressiva gestuale e consistono nello sviluppo di processi regolati di identificazione e di proiezione; in altre parole, ‘entrare nei panni di un altro’, travestirsi e/o recitare una parte rappresenta un’esperienza di arricchimento che contribuisce a rafforzare la propria identità, ad identificarsi nelle emozioni degli altri e ad esercitare il controllo della propria emotività. Si prevedono, anche avvalendosi della disponibilità di appropriati materiali, diversi tipi di attività e giochi:
Attività sonore e musicali
Riguardano i linguaggi della comunicazione espressiva musicale. Partendo dalla consapevolezza che le bambine ed i bambini vivono in un mondo caratterizzato dalla comprensenza di stimoli diversi, il cui eccessivo e disorganico sovrapporsi può generare diminuzione dell’attenzione e riduzione dell’interesse, l’azione educativa in quest’ambito potrà muoversi nella direzione:
Educazione multimediale
Ha per oggetto l’esperienza televisiva, i giocattoli elettronici, gli strumenti tecnici della vita quotidiana con cui la bambina ed il bambino vengono in contatto. Si sottolinea in particolare come la scuola dell’infanzia possa cogliere molte occasioni didattiche, attraverso lo smontaggio e il rimontaggio, l’analisi, il gioco della drammatizzazione, ecc.:
II.
Gli obiettivi
L’educazione espressiva
Ci pare interessante coniugare il laboratorio della scuola dell'infanzia con l’educazione estetica affrontando il problema in due direzioni: la prima fa riferimento ad un carattere specifico da cui la scuola dell'infanzia ha tratto origine (si pensi alle esperienze comunali emiliane ed in particolare reggiane), la promozione dell’educazione espressiva attraverso l’organizzazione dell’atelier che confluirà poi deriva direttamente in uno dei campi di esperienza (Messaggi, forme e media); il secondo ha un carattere più ampio e si muove sull’ambito della qualità complessiva degli spazi del laboratorio.
Per una cultura estetica
In riferimento alla prima accezione, non possiamo dimenticare che l’educazione estetica ha rappresentato uno dei primi e più efficaci strumenti di definizione - realizzazione di un modello di scuola dell’infanzia fra i più avanzati nel nostro paese e nel mondo. La scuola dell’infanzia è il luogo formativo nel quale, più che in qualsiasi altro contesto di formazione di base, l’educazione espressiva ha avuto un ruolo centrale. L’estetica è intesa qui come segno di rispetto della dignità di essere uomo e nello stesso tempo di porre le condizioni per sviluppare al massimo le potenzialità creative individuali. A partire dalla convinzione che ogni bambina ed ogni bambino hanno diritto al meglio di tutto ciò che si possa loro offrire, a partire da quanto è percettivamente bello, elegante, piacevole ed accogliente, l’educazione estetica ha conosciuto il proprio forte sviluppo, in tali realtà, in un duplice senso:
Gli obiettivi del laboratorio
In relazione alla seconda accezione, nella realizzazione (e nella fruizione) del laboratorio occorre tenere presente che:
I caratteri del laboratorio
Il presente campo di esperienza raccoglie, al proprio interno, prestazioni molto diverse e conseguentemente il repertorio delle abilità a cui è possibile fare riferimento variano in rapporto al tipo di linguaggio preso in considerazione. E’ comunque possibile prevedere per ogni ambito (il grafico-pittorico, il sonoro-musicale, il drammatico-teatrale e il mass-mediale) alcuni elementi di carattere comune.
L’elemento comune dei diversi laboratori legati alla comunicazione espressiva è il segno. I modi di produrre segni sono molti: dal tratto di penna alla produzione grafica, da un motivo musicale ad una sigla televisiva, da un gesto comunemente utilizzato in situazione quotidiana ad una rappresentazione teatrale. L'oggetto d’interesse di questo campo d’esperienza è quello di vedere il segno (o la molteplicità di segni) come oggetti culturali. E' possibile individuare la copresenza di due piani del segno: il segno come contenuto ed il segno come espressione.
Il piano dei contenuti rimanda al concetto di artefatto e si riferisce alla produzione di un "manufatto" (culturale) che prevede un’organizzazione ed un lavoro (utilizzo di materiali, adozione di tecniche specifiche, necessità di progettazione - design -).
Il piano dell'espressione è caratterizzato dalle regole che stanno dietro ai "modi" di realizzare un prodotto: ci si riferisce da un lato all'intenzionalità (che cosa si intende comunicare - a sé o agli altri - attraverso la produzione di un determinato segno? siamo insomma nella sfera del significante) e dall'altro al risultato (che cosa si intende o si è inteso realizzare - ad esempio sul piano delle informazioni, delle emozioni, ecc. - e che cosa è stato comunicato? siamo insomma nella sfera del significato).
Il prospetto riportato di seguito propone una ‘tavola sinottica’ che richiama rispettivamente l'educazione all'immagine, l'educazione al suono ed alla musica, l'educazione gestuale e teatrale, l’educazione mass-mediale.
III.
La polivalenza dei linguaggi
Un linguaggio plurale
Il laboratorio del campo di esperienza ‘messaggi, forme e media’, si incrocia e si coniuga con le abilità legate alla corporeità, alla logica, all’espressione, alla consapevolezza di sé e della propria identità.
I linguaggi del corpo
Il laboratorio dei linguaggi espressivi incontra questo ambito nella duplice versione del ‘corpo vissuto’ e del ‘corpo rappresentato’.
In relazione al primo aspetto, è possibile individuare ambiti di attività quali:
In relazione al corpo rappresentato è possibile individuare ambiti e tecniche di attività quali:
Il linguaggio verbale
Questo ambito richiama il tema delle ‘parole nell’arte’, ossia dell’uso del linguaggio orale o scritto a fini espressivi.
Per la lingua parlata esemplificativamente indichiamo:
Per la lingua scritta indicativamente proponiamo:
Verso il laboratorio – gioco
Questo laboratorio si apre a diverse possibilità di attività di progettazione dell’ambiente e di gioco: offriamo indicativamente alcuni spunti:
Il gioco del progettare
Questo ambito si pone il problema della sistematizzazione e della razionalizzazione dei materiali e dei prodotti espressivi. Esemplificativamente proponiamo:
Il luogo dei linguaggi espressivi
Questo ambito fa anche riferimento allo studio delle diverse grammatiche dei linguaggi espressivi, cioè gli strumenti, le tecniche e le modalità tipiche per lo svolgimento delle attività grafiche, pittoriche e plastiche (ad esempio lo studio del colore, le relative tecniche d’uso, il collage, il decoupage, l’incisione, il graffito, il restauro, ecc.), delle attività drammatico-teatrali (le diverse forme della gestualità, dai giochi mimici, alle marionette, alla vera e propria drammatizzazione di situazioni date da un copione), delle attività sonore e musicali (l’utilizzo di strumenti vari, l’ascolto di musiche, la produzione di partiture) e dell’educazione mass-mediale (l’utilizzo di strumenti di riproduzione dei suoni, come il registratore; le molteplicità di fruizione del mezzo televisivo: analisi della pubblicità, di film, di programmi specifici, di ‘formule comunicative’ come le scritte, le sigle dei programmi, ecc.; l’approccio al computer ed alle sue forme d’uso utilizzando software specifici).
La propria e l’altrui identità
Forse più di altri il campo dell’espressività e della creatività è in grado di evidenziare le potenzialità individuali e soggettive. Mai come in questo ambito è possibile affermare che non esiste una sola soluzione, una sola modalità di approccio, una sola prospettiva. Immagine, suono, gesto e media, si propongono come sia palestra individuale (in cui prevale il confronto con se stesso), sia come luogo collettivo di forte interazione e di scambio.
Inoltre, dalla rappresentazione, esecuzione, drammatizzazione, rapporto coi media è favorito un rapporto con le esperienze e con le cose attraverso forme molteplici e flessibili. Un aspetto significativo in questo senso riguarda il rapporto problematico e aperto con le differenze. A titolo esemplificativo si può pensare: