Accademia Naven
La lista degli scritti di Accademia Naven
Il laboratorio della comunicazione e della lingua
Teoria e pratica del laboratorio

Il laboratorio fa riferimento alle capacità comunicative riferite al linguaggio orale ed al primo contatto con la lingua scritta nella consapevolezza che la lingua si apprende all’interno della sua varietà di contesti comunicativi e che essa, nella complessità dei suoi aspetti costitutivi, è un sistema governato da regole implicite che si imparano ad applicare nella pratica attraverso l'ascolto dei parlanti.

I.
Le ragioni di fondo

Gli obiettivi del laboratorio sono:

  • la promozione di tutte le funzioni linguistiche presenti nei diversi contesti comunicativi;
  • l’attenzione ai discorsi degli altri e il cercare di comprenderli;
  • il capire ed il farsi capire attraverso una pronuncia adeguata ed una scelta appropriata dei termini;
  • le capacità di interazione comunicativa con gli altri, come l’analizzare una situazione, descriverla agli altri, rievocare fatti personali, renderne conto ad altri, riassumere racconti o letture;
  • la familiarizzazione con la lingua orale nelle sue diverse forme (ad esempio, il racconto, il comando, l’intervento procedurale o regolativo, ecc.);
  • la familiarizzazione con la lingua scritta nelle sue diverse manifestazioni e nei suoi diversi luoghi (il libro, il giornale, il manifesto pubblicitario, l’insegna, le scritte televisive, ...).

Gli strumenti metodologici principali sono:

  • la conversazione regolata dall’insegnante: è di grande importanza il suo ruolo regolativo e di guida;
  • l’interazione verbale con i coetanei: grande rilievo assume il lavoro di piccolo gruppo. 

Le finalità fondamentali del campo si possono condensare nella capacità delle bambine e dei bambini:

  • di acquisire fiducia nelle proprie capacità di comunicazione e di espressione;
  • di porsi nei confronti degli altri in termini di accettazione e di confronto.

Possiamo pensare a due distinti tipi azione che reciprocamente si compenetrano:

  • l’azione ‘diretta’ volta a stimolare la fruizione e la produzione linguistica nella sua duplice manifestazione di ‘lingua orale’ e ‘lingua scritta’;
  • l’azione ‘indiretta’ tesa a prestare particolare attenzione al contesto comunicativo sia attraverso l’organizzazione di spazi e l’utilizzo di oggetti, sia valorizzando le modalità comunicative di condivisione e di scambio fra le persone.

II.
Le abilità connesse con il laboratorio del linguaggio

Tre piani di esperienza

Il laboratorio si muove su tre piani di esperienza fondamentali.

  • Il primo (le parole e le frasi) raccoglie esperienze orientate all'acquisizione degli elementi e delle componenti di base della lingua. Questo ambito presta soprattutto attenzione alla acquisizione dei modi pratici di esprimersi in lingua senza necessariamente acquisire la consapevolezza di ciò che sta dietro (l'organizzazione del­la frase, l'utilizzo delle strutture linguistiche di base ed alla costruzione delle condizioni che rendono efficace l'atto linguistico (la capacità di tenere conto del contesto, la capacità di instaurare e di conservare una situazione comunicativa, la scelta di "comportamen­ti appropriati" per favorire le condizioni comunicative).
  • Il secondo (i messaggi e i significati) usa la lingua come strumen­to di approccio e di appropriazione simbolica della realtà (l'accesso dinamico alla lingua): la lingua è uno strumento (tecnico) per "predicare" tutto ciò che sta intorno. Le abilità richieste sono quelle di descrivere, formulare messaggi, narrare le cose che stanno intorno. Per fare questo è necessario rispettare le regole proprie della lingua, utilizzare le forme in modo corretto, fare il confronto con altri linguaggi (non verbali).
  • Il terzo (il pensiero e la cultura) rimanda alla capacità di utilizzare la lingua come strumento da un lato per elaborare il pensiero, dal­l'altro per intervenire e trasformare la realtà (l'accesso elaborativo alla lingua). Quest’ambito si propone di riconoscere la lingua insieme come un prodotto ed uno schema mentale in grado di ‘intervenire’ attivamente sulle esperienze e sulle conoscenze.

Schematicamente:

  • Le parole e le frasi; ci si riferisce:
    • Al riconoscimento della molteplicità delle modalità della comunicazione e della polivalenza delle sue forme;
    • all’uso di lingua orale per esprimere bisogni, comunicare fatti, descrivere eventi, interpretare immagini o scritte;
  • I messaggi e i significati; si pensa soprattutto:
    • alla comprensione dei significati di messaggi verbali;
    • alla condivisione di convenzioni;
    • alla costruzione della scrittura spontanea;
    • al rapporto ed all’uso con i diversi generi linguistici;
  • Il pensiero e la cultura; si sottolineano principalmente:
  • i rapporti di interazione comunicativa, di condivisione e di scambio;
  • l’analisi di messaggi proposti in lingua parlata e lingua scritta;
  • la formulazione di ipotesi in situazione di co-costruzione (lingua parlata) ed in relazione ad un contesto di lingua scritta;
  • l’acquisizione del gusto per la lettura.

Il laboratorio ‘fai da te’ vs/ il laboratorio ‘facciamo insieme’

Le bambine ed i bambini desiderano sempre di più essere padroni dei propri comportamenti, scoprono di avere una volontà e instaurano rapporti di comunicazione con gli altri. È tutto ciò si manifesta attraverso il desiderio di fare da soli, oppure di agire in contrasto con gli altri o anche in competizione con gli altri compagni, con gli stessi adulti. L’età della scuola dell’infanzia è un tempo della vita nella quale, forse più che in altri momenti, la bambina ed il bambino vogliono, come detto, sperimentare e nello stesso tempo controllare le proprie capacità di relazione con il mondo esterno.
Il laboratorio può rappresentare, in questa fase dello sviluppo nel quale bambina e bambino costruiscono la propria autonomia provando a rispettare le regole che essi stessi hanno stabilito, ma anche modificando le regole in rapporto alle situazioni relazionali che si presentano, un terreno di prova particolarmente fecondo. Il volere ‘fare da solo’ è un modo per saggiare le proprie capacità ed insieme per rapportarsi con le regole del mondo esterno. È anche, nello stesso tempo, un modo per saggiare le proprie capacità di assimilazione, di analisi e di elaborazione della propria mente.
L’autonomia non è ovviamente scollegata dalle stimolazioni costantemente operate dall’ambiente sociale: da un lato le bambine ed i bambini svolgono ormai con sicurezza compiti specifici e si pongono degli scopi mettendo alla prova le proprie forze, le proprie abilità e capacità; è inoltre evidente che nel prendere l’iniziativa si creano interferenze nelle azioni e nelle scelte degli altri.

Il laboratorio, dotato di oggetti specifici e caratterizzato da un rapporto con gli altri che privilegia le situazioni di piccolo gruppo e quindi ‘faccia a faccia’, valorizza:

  • la possibilità di imparare a “fare in modo autonomo” privilegiando il bisogno e la voglia di autocostruzione;
  • la possibilità di imparare ad agire in termini di “condivisione”, favorendo le capacità di co-costruzione e promuovendo la costruzione sociale delle conoscenze.

III.
Gli spazi e i materiali

L’angolo della lettura

Consiste in uno spazio della sezione dedicato alla lettura. Può presentarsi in modi diversi e sotto molteplici forme:

  • uno scaffale che raccoglie libri e, a terra un tappeto: i bambini possono prendere i libri a disposizione e riporli successivamente al loro posto. È possibile anche utilizzare il tappeto per la consultazione immediata dei materiali. L’angolo della lettura può anche essere utilizzato dagli insegnanti per leggere a voce alta storie, racconti, fiabe, ecc.
  • Il cesto della lettura. Il cesto contiene diversi materiali come riviste, giornali, fumetti. I bambini, a piacere o guidati dall’insegnante, consultano i materiali a disposizione. Il cesto è anche un archivio ‘non ordinato’ dal quale attingere per esigenze legate alle attività di sezione programmate. È possibile, ad esempio, cercare immagini di animali, di piante, di mezzi di trasporto o altri oggetti in relazione ad esigenze specifiche. Dal cesto si può attingere anche materiale da ritagliare e successivamente incollare su un cartellone sulla base di un copione prestabilito.

La sezione come luogo di scrittura

Il lavoro nella sezione, quotidiano e metodico, localizzato in spazi stabili (l’utilizzo dei diversi arredi, il luogo dell’accoglienza, il posto degli oggetti personali, lo spazio della conversazione, l’angolo del libro o del gioco, il proprio posto a tavole e così via) assieme alle diverse ‘provviste’ per l’apprendimento (i libri, i giocattoli, i materiali didattici) fa sì che, nel tempo, si costruisca un senso del gruppo. La sezione si propone come aggregazione sociale all’interno della quale negoziare e applicare regole, condividere contenuti ed esperienze, cospargere gli spazi e l’ambiente di segni che contribuiscono alla costruzione di un’identità di quello specifico gruppo.
I luoghi, gli spazi, gli oggetti vengono a poco a poco marcati da segni per lo più invisibili a chi è estraneo ad essa ma che acquisiscono un’importanza fondamentale (ed una sorta di guida per lo più implicita) per chi la abita.
Si sedimenta così a poco a poco uno ‘stile della sezione’ che accompagnerà le bambine ed i bambini per l’intero ciclo di permanenza nella scuola dell’infanzia. E, si sa, uno stile è composto da un lato da atteggiamenti, mode e posture, dall’altro dalla permanenza della parola.
Le parole scandiscono il tempo delle azioni quotidiane, lo organizzano e gli danno un senso. Le parole accompagnano costantemente la bambina e il bambino tanto nella fissità quanto nella mutevolezza delle cose e degli eventi allo scopo di conservare dei significati o di attribuirne di nuovi.
Diventa perciò importante che la sezione diventi un contesto linguistico significativo, un luogo delle molteplici modalità e forme della lingua e in particolare della lingua scritta.

Il laboratorio linguistico

È evidente che, in generale, il laboratorio privilegiato per la lingua è la sezione stessa. In presenza di spazi disponibili, la realizzazione di un vero e proprio laboratorio linguistico può offrire qualcosa di più. In questo caso, si tratta di uno spazio specializzato per attività e azioni diverse fortemente connesse con l’oralità e la scrittura.
Il laboratorio linguistico è, cioè, un luogo ricco di materiali ma anche di tecnologia atta a promuovere e favorire la fruizione e la produzione linguistica.
Non è possibile redigere una lista completa dei materiali e degli oggetti per il laboratorio linguistico. Ci limitiamo a fornire alcune indicazioni di massima che è possibile adattare ed arricchire ad una molteplicità di situazione.

Attività di lettura

Sul piano del materiale messo a disposizione dei bambini occorre prestare attenzione sia alla quantità sia alla qualità ed alla varietà dell’offerta. Per quanto riguarda l’offerta di libri veri e propri è necessario produrre un’offerta ampia e varia ed è importante a questo proposito scegliere libri di genere diverso. Questa scelta ha lo scopo di promuovere in modo più ampio e verso un numero più vasto di bambini il piacere della lettura.

  • Libri di favole;
  • Libri di racconti, di storie (non dovrebbero mai mancare i capolavori della letteratura, come ad esempio Le avventure di Pinocchio, le diverse opere di Gianni Rodari ...);
  • Libri che illustrano aspetti della vita quotidiana (ad esempio il rapporto fra genitori e bambini, bambini e bambine, la soluzione di problemi immediati);
  • Il lavoro degli adulti, i mestieri dell’uomo (i mezzi di trasporto, il lavoro agricolo, …);
  • I libri dell’ambiente: il fiume, il mare, la montagna, l’acqua, il bosco, gli animali;
  • …

Sul piano dell’organizzazione, è opportuno che i libri siano catalogati ed organizzati per genere. E’ possibile individuare contrassegni ad hoc da apporre ai singoli libri: in questo modo potranno essere riordinati anche direttamente dai bambini.

Sul piano della fruizione è possibile prevedere:

  • La consultazione individuale (occasionale / spontanea e programmata);
  • La consultazione collettiva / per gruppi di lavoro;
  • Il prestito a casa (in modo simile a quanto avviene in biblioteca);

La tecnologia del segno
I luoghi delle parole: dove troviamo la scrittura? Un aspetto importante è la scoperta che la lingua occupa molti spazi ed è rintracciabile in molti luoghi. Forniamo sinteticamente alcuni esempi: va da sé che la lista può essere allungata a piacere o secondo le necessità didattiche del momento.

  • La lingua nei libri, nei giornali, nelle riviste;
  • la lingua per fornire le istruzioni sul come fare: le scritte sugli alimenti, le ricette di cucina;
  • la lingua per parlarsi a distanza: la lettera scritta, l'sms, il messaggio e-mail, …;
  • la lingua nell’ambiente: le scritte, i cartelli, le insegne, …
  • le modalità e gli strumenti per produrre i segni:
    • la matita, la penna, il pennarello,
    • lettere e parole ritagliate (dai giornali, riviste, ecc.);
    • il computer;
    • il fotocopiatore
    • ...

Strumenti elettronici del comunicar


La televisione.
La televisione è lo strumento comunicativo elettronico più conosciuto dai bambini: in quanto tale può essere un oggetto presente nel laboratorio allo scopo di utilizzarlo non solo come passatempo, spettacolo e divertimento ma anche come strumento di lavoro connesso con la lingua orale e scritta. La televisione offre alcune forme comunicative e narrative che possono essere conosciute ed indagate; in specifico propone generi comunicativi diversi, ognuno dei quali ha una propria grammatica ed una propria sintassi che può essere analizzata (il telegiornale, il film, il dibattito, il cartone animato, la soap opera, …). Come si propone e che cosa fa la scrittura in televisione? Parole gioco, scritte fisse, mobili, fluttuanti, colorate, cangianti; parole che si avvicinano e si allontanano, parole che vengono e vanno attraversando lo schermo, parole che diventano disegno e immagine, immagini che si trasformano in testo scritto, ecc.

Il computer. Il computer come strumento di gioco e di apprendimento in situazione interattiva: avvalendosi di software specifici, i bambini possono immergersi in un mondo virtuale di personaggi e situazioni che interagiscono con lui ma che egli ugualmente è in grado di manipolare e sui quali può intervenire.
La videoscrittura: si tratta della modalità di utilizzo più consueta e diffusa. Scrivere con il computer è un modo molto diverso rispetto al sistema carta e penna. La pagina della videoscrittura è luminosa e nella videoscrittura le parole sono scritte, appunto, nella luce. Si può scrivere e cancellare con estrema facilità; si può ritagliare e incollare; separare e replicare. A differenza del libro o del quaderno la progressione delle pagine è verticale anziché orizzontale: il testo si srotola cioè in modo simile ad una pergamena. È inoltre possibile modificare il formato della pagina e variare la posizione della scrittura. La forza della videoscrittura sta, insomma, nella sua enorme flessibilità. Con il computer, il bambino può manipolare, trasformare, modificare la scrittura in modo più rapido e semplice rispetto a qualsiasi altro mezzo.
L’ipertesto. Consiste in una serie di brani di testo, fra i quali sono definiti alcuni legami che consento al lettore di effettuare percorsi diversi a proprio piacere. In pratica, un determinato testo (o anche un disegno, una sigla, un contrassegno, un’immagine), all’interno della pagina virtuale, contiene dei ‘nodi’ che possono rimandare, basta che il fruitore lo voglia, ad altri testi, immagini, sequenze sonore, schemi, e così via. Il lettore del testo ipertestuale, come si usa dire, ‘naviga’ all’interno del mare del’ipertesto, ossia sceglie di volta in volta quale direzione prendere, se ritornare indietro, se saltare delle tappe e così via. È evidente, a differenza di quanto avviene nel caso della lettura del libro, il carattere di flessibilità e di interattità consentita dalla pagina ipertestuale.

Materiali connessi con diversi generi di lingua scritta
Saper leggere non significa solamente conoscere i segni dell’alfabeto e le regole della grammatica e della sintassi: molte informazioni ci derivano anche dai contesti di scrittura. Una determinata affermazione assume significato diverso a seconda che sia contenuta in una legge dello stato (che ha quindi carattere prescrittivo) oppure nelle pagine di un rotocalco rosa. Allo stesso modo i modelli organizzativi della scrittura sono diversi a seconda che si voglia scrivere un romanzo, una lettera d’amore o la lista della spesa. È importante, perciò, oltre al contenuto del messaggio, riconoscere o definire il genere di scrittura che si incontra o che si intende adottare. Anche in questo caso ci limitiamo a proporre alcuni esempi non esaustivi e che sono passibili di sviluppi ed approfondimenti in considerazione dei propri obiettivi educativi e della impostazione specifica del proprio lavoro didattico.

  • La fiaba
  • La favola
  • Il racconto
  • La storia (anche inventata)
  • l’articolo del giornale, della rivista, del rotocalco
  • la lista della spesa
  • la ricetta di cucina
  • la lettera ad un amico
  • la pubblicità commerciale
  • ….

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